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Alzheimer
Informazioni complete e aggiornamenti 2025
La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza, rappresentando il 50-60% di tutti i casi. È una malattia neurodegenerativa cronica e progressiva che provoca la distruzione dei neuroni cerebrali.
Nel 1906 lo psichiatra tedesco Alois Alzheimer descrisse per la prima volta questa "strana malattia della corteccia cerebrale" osservata in una paziente di 51 anni, Auguste D.
Due proteine tossiche si accumulano nel cervello:
Questi accumuli danneggiano le cellule nervose fino a provocare neurodegenerazione.
Fase Lieve (MCI): lievi deficit cognitivi, la persona è ancora autonoma
Fase Moderata: necessità di aiuto nelle attività quotidiane, possibili disturbi comportamentali
Fase Grave: dipendenza completa, perdita delle capacità motorie e comunicative
persone che soffrono di Alzheimer in Italia
casi diagnosticati tra gli over 65
Fattori di rischio:
Si tratta di una vera emergenza sanitaria globale a causa dell'invecchiamento della popolazione.
La ricerca 2025 ha portato importanti innovazioni:
Biomarcatori nel sangue: un semplice prelievo può identificare soggetti predisposti con 20 anni di anticipo rispetto ai sintomi clinici.
Test diagnostici tradizionali:
Ricercatori italiani hanno identificato per la prima volta (gennaio 2025) un nuovo gene coinvolto nell'Alzheimer: il GRIN2C, che codifica per una subunità del recettore NMDA del glutammato.
Questa scoperta suggerisce il ruolo di altre mutazioni genetiche come causa scatenante anche nelle forme senili di Alzheimer.
Forma sporadica (95%): non c'è chiara ereditarietà, fattori genetici e ambientali interagiscono
Forma familiare (5%): esordio precoce, trasmissione ereditaria
La ricerca genetica offre nuove prospettive per comprendere i meccanismi della malattia e sviluppare terapie mirate.
Molti fattori di rischio sono modificabili attraverso stili di vita sani:
Il 21 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell'Alzheimer per sensibilizzare l'opinione pubblica. Lo slogan 2025: "Ask About Dementia. Ask About Alzheimer's" - Chiedi informazioni, incoraggia il dialogo e la consapevolezza.
15 Aprile 2025
La Commissione Europea ha approvato lecanemab, il primo anticorpo monoclonale anti-amiloide autorizzato nell'UE per il trattamento dell'Alzheimer in fase precoce. Il farmaco è indicato per pazienti con lieve deterioramento cognitivo (MCI) o demenza lieve con positività per amiloide confermata.
Come funziona: l'anticorpo monoclonale "ripulisce" il cervello dalle placche amiloidi, rallentando la progressione della malattia.
Situazione in Italia: si attende la valutazione AIFA per definire modalità di prescrizione e rimborso. L'IRCCS San Raffaele di Milano ha già avviato la somministrazione controllata da settembre 2024.
Febbraio 2025
Anche donanemab è in fase di introduzione. Gli studi dimostrano un rallentamento, seppur modesto, della progressione del declino cognitivo. I risultati si misurano in mesi di indipendenza guadagnati dai pazienti.
L'AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) definisce queste molecole "disease-modifying" una svolta epocale nella lotta all'Alzheimer.
Giugno 2025
Ricercatori dell'Università di Hong Kong e Glasgow hanno identificato una possibile nuova terapia basata sulla molecola interleuchina-33, già nota per le sue funzioni antinfiammatorie.
Risultati sperimentali: nei modelli animali si sono ridotti i sintomi cognitivi, i deficit di memoria, i danni neuronali, i depositi di beta-amiloide e lo stato infiammatorio. Studio pubblicato su PNAS.
Marzo 2025
Al 25° Congresso dell'Associazione Italiana di Psicogeriatria è stata presentata la possibilità di scoprire l'Alzheimer con 20 anni di anticipo grazie a biomarcatori identificabili con un semplice prelievo di sangue.
Implicazioni etiche: sapere in anticipo pone dilemmi importanti ma offre la possibilità di interventi preventivi e accesso precoce alle terapie.
Linee guida pubblicate: prime indicazioni per l'uso dei biomarcatori ematici nella pratica clinica (settembre 2025).
Settembre 2025
Il Rapporto Mondiale Alzheimer 2025 mette al centro la riabilitazione cognitiva e fisica come parte integrante della cura, non solo i farmaci.
Benefici dimostrati:
Interventi efficaci: training cognitivi, esercizio fisico, musicoterapia, terapia della reminiscenza, attività creative e sociali.
Settembre 2025
Lanciato il progetto DIADEMA che utilizza intelligenza artificiale e imaging avanzato per un nuovo approccio alla diagnosi delle demenze, con l'obiettivo di rendere la diagnosi più accurata e tempestiva.
Novembre 2025
Sviluppo di una piattaforma nazionale per monitorare la salute cerebrale della popolazione e facilitare la ricerca clinica sull'Alzheimer e altre forme di demenza.
Se siete arrivati fino a qui, significa che questo argomento vi interessa davvero e volete approfondirlo. Vi segnalo un video realizzato dalle Iene con Giulio Golia, davvero toccante. Cliccate qui per guardarlo!
L'arrivo degli anticorpi monoclonali rappresenta la prima vera possibilità di rallentare il decorso dell'Alzheimer agendo direttamente sulla patologia. Non è ancora la cura definitiva, ma è tempo prezioso guadagnato per i pazienti e le loro famiglie.